Cinemany

Il numero 3 (di giugno 2017) della rivista bimestrale di cultura cinematografica Cinemany dedica un reportage di Sebastiano Caroni a Non ho l’età.


Non ho l’età su Filmexplorer

Il documentario di Olmo Cerri, presentato da poco al festival Visions du réel a Nyon, conferma ancora una volta che la presenza della migrazione italiana in Svizzera è un serbatoio di racconti fecondo e inesauribile per il cinema elvetico. È così almeno dalla fine degli anni Cinquanta, quando Kurt Früh restituisce scampoli di vita italiana a Zurigo, e ancor più a partire dalla metà degli anni Sessanta, momento in cui Alexander Seiler, in collaborazione con Robert Gnant e June Kovach, gira un documentario straordinario intitolato Der Italiener / Siamo italiani e pubblica un libro-inchiesta con prefazione di Max Frisch, in cui compare il famosissimo j’accuse dello scrittore: Man hat Arbeitskräften gerufen, und es kamen Menschen.

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RSI – Turnè – 29.04.2017

Nel documentario Non ho l’età, il regista ticinese Olmo Cerri ha ricostruito un altro episodio che ha come protagonisti i lavoratori italiani immigrati in Svizzera. Molti di loro, per scacciare la nostalgia, scrissero lettere a Gigliola Cinquetti. E a tanti anni di distanza questi testi sono tornati alla luce nel corso del festival Vision du Réel di Nyon, dove il documentario di Cerri è stato presentato. Per noi era presente Marco Zucchi.

Lebillet.ch – D’une chanson pop aux histoires de l’émigration italienne en Suisse

Lors de la première internationale de Non ho l’età, ce week-end à Visions du Réel dans la section Helvétique, la salle est comble, le réalisateur et certains protagonistes sont présents et l’émotion ambiante dès les premières notes du film laisse deviner le lien personnel entretenu entre l’audience et les histoires du documentaire. Nous rencontrions plus tard le réalisateur tessinois Olmo Cerri.

Propos recueillis et traduits par Milena Pellegrini. (fonte)

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